25 dicembre 2011

Natale lungo i viali - Christmas along the boulevards


Fra tutte le cose belle del Natale, c'è anche la sua capacità di trasformare l'aspetto dei luoghi ai quali siamo abituati facendoli diventare paesaggi scintillanti di luci.
Questa è una qualità che ho sempre trovato incantevole, e che non ha mai smesso di suscitare dentro di me pensieri positivi, innanzitutto per il ricordo molto bello dei giorni delle feste di quando ero bambina, e poi perché la bambina di allora è sempre dentro di me e continua tuttora a stupirsi e a lasciarsi affascinare dalla magia fiabesca e un po' infantile di queste luci.
Questo dipinto eseguito con i pastelli a olio su carta colorata ritrae il viale Lavagnini, dominato dall'imponente mole del cosiddetto Palazzo del Sonno, nel suo aspetto tipicamente natalizio, con i tigli ormai spogli ricoperti di piccole luci che assistono immobili al passaggio delle consuete file di auto; l'ho eseguito di getto da una fotografia che ho scattato due sere fa e lo presento subito su queste pagine, spero ancora in tempo per fare a tutti i miei migliori auguri di Buone Feste.


Among all the beautiful things of Christmas time, there's its capacity for transforming the look of the places we are used to, making them become landscapes sparkling with lights.
This is a quality that I've always found enchanting, and that has never stopped to arouse positive thoughts inside of me, first of all for the beautiful memories of Christmas Holidays when I was a child, and then because the child of those times is still inside of me and keeps on getting surprised and fascinated by the fairy, a little childish magic of these lights.
This painting made with oil pastels on coloured paper portrays the Viale Lavagnini, dominated by the huge mass of the so-called Palace of Sleep, in its typical Christmas appearance, with the linden trees now bare covered with small lights, watching motionless the passing of the usual rows of cars; I've made it in one go from a photograph I took two evenings ago, and I show it at once on these pages, I hope still in time to give everybody my best Season's Greetings.

05 dicembre 2011

Olivi in rosso - Olives in red



Proseguendo la passeggiata descritta nei post precedenti, raggiunta la località Rosai, avvicinandoci al piccolo paese di Rimaggio nei dintorni di Firenze, sono rimasta colpita dall'immagine insolita, per me mai vista prima, di un gruppo di olivi in gran parte ricoperti dalle foglie rosso acceso di una vite americana. Data la stagione avanzata, i rami nella parte più bassa erano già spogli, e formavano con i loro colori cupi un contrasto quasi drammatico con il rosso delle foglie. Ho trovato interessante anche il gioco delle ombre sul muro intonacato che reggeva il terrapieno dal quale spuntavano gli olivi, e mentre dipingevo questo piccolo lavoro con i pastelli a olio mi sono sentita come se fossi stata intenta in un lavoro astratto: ho deciso che potevo prendermi la libertà di dosare i colori e di disporre le linee a mio piacimento, e così ho fatto.


Carrying on the walk described in the previous posts, reaching the place named Rosai, getting near the small village of Rimaggio in the surroundings of Florence, I was struck by an unusual image, that I had never seen before, of a group of olives partially covered by the bright red leaves of a Japanese ivy. Due to the late season, the branches in the lower part were already bare, and with their gloomy colours formed an almost dramatic contrast with the red of the leaves.
I found interesting also the play of shadows on the plastered wall bearing the enbankment from which the olives sprang out, and while I was painting this small work with oil pastels I felt like I was deep in an abstract work: I decided that I could take the freedom to weigh colours and arrange lines as I liked, and so I did. 

29 novembre 2011

Il sentiero nascosto - The hidden path


Dalla "passeggiata a Rimaggio" della quale ho parlato nel post precedente, ho tratto una veduta niente affatto insolita in zone come questa nei pressi di Bagno a Ripoli, a meta strada fra la città e la campagna: una stretta via in mezzo agli alberi, costeggiata da olivi e cipressi, che si snoda sinuosa sulla collina.
Le mie amiche ed io ci siamo soffermate brevemente a guardarla, ma senza cedere all'impulso di seguirla: per quanto invitante, si trattava senza dubbio di una strada interna a una proprietà privata, in fondo alla quale avremmo forse trovato un cancello, o un portone chiuso.
Perciò, senza indugiare oltre, da qui abbiamo ripreso il cammino.


From the "walk at Rimaggio" I have been talking about in my previous post, I took a view not at all unusual in an area like this near Bagno a Ripoli, halfway between the city and the country: a narrow road between the trees, flanked by olives and cypresses, winding curvy on the hill.
My friends and I stopped shortly to look at it, but we didn't give in to the impulse of following it: although inviting, it was undoubtedly a road inside a private estate, at whose end we would have maybe found a gate, or a closed door.
So, without further lingering, from here we started walking again.

17 novembre 2011

Passeggiata a Rimaggio - A walk at Rimaggio



Chiunque abiti a Firenze, sa che per fare una bella passeggiata in mezzo alla natura, all'arte e alla storia è sufficiente dirigersi verso uno dei piccoli centri posti sul limite della città, che nonostante l'espandersi di questa hanno conservato le testimonianze della loro storia e la loro identità - mantenendosi come piccoli gioielli incastonati nelle periferie sorte dal dopoguerra ad oggi - e da lì mettersi in cammino su una qualsiasi delle strade che percorrono le splendide colline dei dintorni di Firenze, le stesse che in città troviamo con lo sguardo ogni volta che alziamo gli occhi oltre i tetti, le torri, i campanili.
Uno di questi piccoli centri è Bagno a Ripoli, nell'area a sud di Firenze. Da qui, insieme alle mie amiche Valentina e Donatella, ho fatto una passeggiata in una bella domenica pomeriggio purtroppo resa troppo breve dal ritorno dell'ora solare; tuttavia con l'aiuto della mia fotocamera ho potuto catturare alcune delle vedute che mi hanno emozionata, per poterle poi rielaborare in una serie di piccoli lavori eseguiti in studio con una tecnica per me inconsueta: il pastello a olio.

Dall'abitato di Bagno a Ripoli ci siamo incamminate in direzione di Quarto, il cui nome, indubbiamente antico, indica il quarto cippo miliare da Firenze, probabilmente lungo la variante della vecchia via Cassia fra Firenze e Roma. Ai lati della strada, campi coltivati a olivo, una delle colture più comuni della campagna toscana, per le quali proprio in queste settimane è giunto il momento del raccolto.

Everyone who lives in Florence knows that if one wishes to go for a beautiful walk amidst nature, art and history, just has to arrive at one of the small towns placed on the edge of the city, which despite its expansion have maintained the marks of their history and their identity - remaining like small jewels set on the suburbs born after the postwar period until today - and from there start walking on any street running through the splendid hills of the surroundings of Florence, the same ones that in the city we find with our look every time we raise our eyes over the roofs, the towers, the belfries.
One of these small towns is Bagno a Ripoli, in the southern area of Florence. From here, together with my friends Valentina e Donatella, I went for a walk on a beautiful Sunday afternoon unfortunately become too short after the end of daylight saving time; anyway with the help of my camera I could catch some of the views that excited me, in order to work on them in a series of small studio works using a medium that is unusual to me: oil pastels.

From the centre of Bagno a Ripoli we started walking towards Quarto, whose name, undoubtedly of ancient origin (meaning "Fourth" in Italian), indicates the milestone from Florence, probably on the variant of the old via Cassia (an ancient Roman road) between Florence and Rome. On the sides of the road, olive groves, one of the most widespread cultivations in Tuscan country, for which just in the last weeks the time of harvest has arrived.



Qualsiasi itinerario sulle colline intorno a Firenze offre magnifiche vedute della città, sulle quali invariabilmente spicca l'amato profilo della Cupola di Santa Maria del Fiore.

Any itinerary on the hills around Florence offers magnificent views of the city, on which the beloved outline of the Dome of Santa Maria del Fiore invariably stands out.



Prima tappa della nostra passeggiata, la chiesa di Santa Maria a Quarto di Rimaggio, documentata dal XIII secolo, forse addirittura anteriore al Mille, anche se rimaneggiata dai restauri successivi, che al suo interno custodisce preziosi affreschi del XV secolo.


First stop of our walk, the church of Santa Maria a Quarto di Rimaggio, documented since the Thirteenth Century, maybe even dating back before the year One Thousand, although modified by following renovations, whose interior keeps precious frescoes of the Fifteenth Century.

01 novembre 2011

La chiesa di San Barnaba - The church of San Barnaba


Fra le innumerevoli chiese di Firenze, questa non è certo una delle più note. Si trova ai margini del quartiere di San Lorenzo, all'incrocio fra via Guelfa e via Panicale, dove per strada si vedono più immigrati asiatici e africani che fiorentini, a riprova del fatto che ci troviamo in una delle zone che hanno mantenuto nel tempo il loro carattere autenticamente popolare.
La chiesa di San Barnaba, con la sua umile facciata intonacata, non fa niente per farsi notare, eppure si tratta di una costruzione molto antica, la cui prima pietra fu posata nel lontano 1322, facente parte di un complesso che oltre alla chiesa comprendeva un convento dotato di chiostro, dormitorio, refettorio e altri edifici.
Dopo svariate trasformazioni successive, il chiostro con proporzioni e apparato decorativo quattrocentesco è stato in parte cancellato, e i restanti locali hanno subito pesanti modifiche, essendo oggi occupate da abitazioni private.
Scoprii questa chiesa durante i miei anni universitari, per una ricerca che mi portò a esaminare anche il suo interno; da allora ogni volta che passo di qui ho la sensazione di ritrovare una vecchia amica che mi guarda benevola in silenzio mentre le rivolgo un tacito, frettoloso saluto con un pizzico di nostalgia.


Among the innumerable churches of Florence, this isn't certainly one of the best known. It is placed on the fringes of the area of San Lorenzo, at the crossroads between via Guelfa and Via Panicale, where in the streets one can see more Asian and African immigrants than Florentines, as a proof of the fact that we are in an area that through the years has maintained its authentic popular nature.
The church of San Barnaba, with its humble plastered façade, doesn't make any effort to attract attention to itself, yet it's a very ancient building, whose first stone was laid away back in 1322, as part of a complex which in addition to the church included a convent with a cloister, a dormitory, a refectory and other buildings.
After several renovations the cloister, characterized by Fifteenth Century proportions and decorations, has been partly dismantled, and the other spaces have been heavily modified, as today are occupied by private dwellings.
I discovered this church during my University years, for a research that lead me to examine also its interior; since then, every time I go past this place I have the feeling of finding again an old friend, who looks kindly at me while I hastily say her hello in silence with a touch of nostalgia.

25 ottobre 2011

Via San Gallo


Se dalla centralissima Piazza San Giovanni si prende la stretta via che ha nome "borgo San Lorenzo", sempre piena di passanti oltre che di negozi di ogni tipo, e si procede in direzione nord, come un tempo avrebbe fatto chi avesse voluto uscire dalla città passando dalla Porta a San Gallo (ancora esistente malgrado la distruzione delle antiche mura), dopo aver percorso a piedi un bel tratto ci si accorge che la folla intorno a noi si è diradata, e il brusio che prima ci faceva da sottofondo ha lasciato il posto al silenzio. Compaiono solo rari negozi, e gli edifici che fronteggiano la strada, sempre più stretta, ci riportano all'improvviso nel passato, quando a pochi passi da qui si apriva la campagna.
Nonostante le auto parcheggiate, i cavi sulle facciate, l'illuminazione elettrica (per quanto diffusa da eleganti lanterne in stile), resta immutato il carattere di questa zona, oggi non più qualificabile come periferia, eppure ancora marginale, solitaria, dimenticata.

If one from the central Piazza San Giovanni takes the narrow street named "borgo San Lorenzo", always full of passers-by and shops of every kind, and proceeds northwards, as in the past would have made whoever intended to go out of the city through the Porta San Gallo (the San Gallo Door, still existing despite the tearing down of the ancient walls), after quite a long walk he realizes that the crowd around has dispersed, and the hum that at first was on the background has made room for silence.
Only a few shops appear, and the buildings facing the street, more and more narrow, suddenly lead us to the past, when a stone's throw away from here there was the country.
Despite the parked cars, the cables on the façades, the electric street lighting (although spread by elegant old style lanterns), remains unchanged the character of this area, no more qualifiable as a suburb, yet still marginal, solitary, abandoned.

18 ottobre 2011

Sketchcrawl n° 33 in Piazza della Signoria



La mattina del 15 ottobre in compagnia di Roberto ed Alessandra ho preso parte al 33° Sketchcrawl, purtroppo soltanto per un paio d'ore perché avevo troppe cose da fare nella giornata, come spesso mi succede di sabato.
Ci eravamo dati appuntamento alla Loggia dei Lanzi: da qui, seduta sulla panca rivolta verso la piazza, ho realizzato con il carboncino uno scorcio di Palazzo Vecchio, tuttora sede del Municipio e fin dalla sua costruzione, che risale agli inizi del Trecento, simbolo del potere politico della città. Mi sono soffermata su un dettaglio: gli stemmi che simboleggiano alcuni aspetti della Repubblica fiorentina, ognuno con un suo preciso significato, che aggiungono piacevoli note di colore alla severa facciata in pietra del Palazzo.
Mentre Roberto nel suo taccuino dava vita all'orsetto che ormai è diventato la mascotte dello Sketchcrawl fiorentino e Alessandra ritraeva le bellissime statue che ornano la piazza, è comparso un piccolo corteo di protesta, accompagnato dal fragore di mestoli battuti su pentole, che si è fatto avanti mostrando uno striscione con la scritta "L'Italia non è un bordello", esplicito riferimento alle più tristi inclinazioni dell'attuale classe politica italiana.
Attratta dall'animazione, dal frastuono, dal calore della passione civica che tornava ancora una volta a esprimersi in questo luogo, mi sono avvicinata e ho fatto un secondo, velocissimo disegno di quello che avevo davanti, includendo anche il Nettuno della fontana di Bartolomeo Ammannati, che dai fiorentini viene chiamato semplicemente Il Biancone.
Sullo sfondo, il palazzo del Museo Gucci, recentemente inaugurato.


In the morning of 15 October, together with Roberto and Alessandra I took part to the 33rd Sketchcrawl, unfortunately just for a couple of hours because I had too many things to do, as often happens to me on Saturdays.
We had made an appointment at the Loggia dei Lanzi: from here, sitting on the stone bench facing the square, I made with charcoal pencil a view of Palazzo Vecchio, still now now the seat of the city hall, and since its construction at the beginning of the Fourteenth Century, symbol of the political power in the city.
I lingered over a detail: the coats of arms that symbolize some features of the Florentine Republic, each of them with its specific meaning, adding colourful notes to the severe stone façade of the palace.
While Roberto in his sketchbook was giving life to the small bear that has now become the mascot of the Florentine Sketchcrawl and Alessandra was portraying the beautiful statues that decorate the square, a small protest demonstration appeared accompanied by the clang of spoons hitting pots, moving forward with a banner reporting the sign "Italy is not a brothel", explicit reference to the most sordid inclinations of the present Italian political class.
Attracted by the liveliness, the noise, the heat of the civic pride that once again was coming back to express itself in this place, I came near and made a second sketch, very quick, of what I had in front of me, including the Neptune of the Fountain by Bartolomeo Ammannati, which is simply called Il Biancone (the Big White One) by Florentines.
In the background, the palace of the Gucci Museum, recently inaugurated.

10 ottobre 2011

A Venezia - In Venice


In occasione della mostra "Matite in Viaggio" a Mestre, ho avuto l'opportunità di fare una passeggiata nella bellissima Venezia insieme alle mie amiche Elisa e Anna. Nonostante le folle di turisti che riempiono le sue calli, la città conserva la sua magia di luogo splendidamente irreale, nella quale l'acqua fa ora da sfondo ora da specchio a vedute romanticamente segnate dal tempo.
Non è necessariamente lungo i percorsi più battuti dal turismo organizzato che si trovano gli angoli più ricchi di qualità architettonica e di emozione, ma era da troppo tempo che non venivo qui per poter rinunciare a una visita alla piazza San Marco con la Basilica e il Palazzo Ducale, dove sono stata ovviamente rapita dall'apparizione di San Giorgio Maggiore sull'isola omonima.
Così, mentre il sole si abbassava sull'orizzonte preparando un tramonto dai colori del fuoco, ho fatto questo piccolo disegno, che ho dipinto con le matite acquarellabili.


On the occasion of the exhibition "Matite in Viaggio" in Mestre, I had the opportunity to go for a walk in the beautiful Venice together with my friends Elisa and Anna. Despite the crowds of tourists filling its lanes, the city keeps its magic of a splendidly dreamlike place, where water is sometimes a background, sometimes a mirror of views that are romantically worn with age.
It isn't necessarily along the ways more travelled by mass tourism that one can find the corners more rich in architectural quality and emotion, but I hadn't been here for so long that I couldn't help going to see piazza San Marco with the Basilica and the Palazzo Ducale, where I was obviously enraptured by the apparition of San Giorgio Maggiore on the homonymous island.
So, while the sun was going down over the horizon, preparing a fiery red sunset, I made this small drawing, that I painted with water-soluble pencils.

25 settembre 2011

Il giardino segreto - The secret garden


Nel centro di Firenze ogni muro di recinzione, perfino ogni palazzo, può nascondere al suo interno un'insospettabile giardino ad uso esclusivamente privato, che può essere in molti casi modesto per dimensioni ed aspetto, ornato di semplici piante ed arredi, mentre in altri casi può sorprendere per la sua ricchezza fatta di alberi esotici, statue di pregio, fontane e altro.
Per questo provo sempre un po' di curiosità quando vedo apparire un po' di vegetazione attraverso un cancello o in fondo a un androne.
In questo caso, non si tratta di uno degli straordinari palazzi antichi del centro, ma di un più modesto caseggiato nella zona dei viali, eppure ho trovato emozionante l'apparizione di questo giardino così appartato e silenzioso.
Per vedere altri post passati sullo stesso argomento, consiglio di guardare qui, e anche qui e qui.


In the centre of Florence, every wall, even every building may hide inside an unsuspected garden exclusively reserved to private use, which in many cases may be modest for its dimensions and look, adorned with simple plants and furniture, while in other cases may surprise for its richness made of exotic trees, valuable statues, fountains and other things.
For this reason I always feel intrigued when I see some vegetation appearing through a gate or down a hall.
In this case, it isn't one of the extraordinary palaces of the centre, but a more humble block in the area of the boulevards, yet I found very fascinating the appearance of this garden, so silent and secluded.
If you wish to see other previos posts on the same matter, I give you my advice to look here, and also here and here.

15 settembre 2011

Tramonto suburbano - Suburban sunset


A metà strada fra la città di Firenze e i piccoli centri che oggi ne costituiscono la periferia, sono rimaste diverse aree che, per la loro posizione, non possono più dirsi campagna e che tuttavia non fanno ancora parte dell'ambito urbano.
Troviamo così campi incolti, o più raramente coltivati, più simili ad orti che a vere e proprie coltivazioni, vecchie case coloniche che appaiono fuori posto per la loro prossimità con gli imponenti insediamenti residenziali e commerciali sorti in epoca recente, zone invase da baracche, vegetazione spontanea, depositi improvvisati.
In mezzo a tutti questi sintomi di degrado si vedono però dei luoghi che, nonostante tutto, hanno mantenuto un legame con la loro storia e attraverso la presenza di piccole coltivazioni, alberi da frutto e altri segni delle cure umane raccontano come dovevano essere queste zone prima che l'espansione della città le rendesse marginali.
Questi campi, ritratti alla luce di un tramonto di inizio luglio, si trovano a pochi passi dalla linea della tramvia, fra il centro commerciale di Ponte a Greve e il nuovo ospedale di San Giovanni di Dio.


Halfway between the city of Florence and the small towns that today have become its outskirts, there are still several areas which, for their position, can't be considered countryside anymore, but aren't yet a part of the urban area.
So we find uncultivated fields, or occasionally under cultivation, more similar to orchards than to real farms, old farmhouses now looking out of their place for their nearness to the imposing shopping malls and residential districts built in recent years, areas invaded by sheds, spontaneous vegetation, improvised depots.
Among all these symptoms of decay, there are nevertheless some places that, in spite of all, have maintained a tie with their history and through the presence of small cultivations, fruit trees and other signs of human care, tell us how these zones were before the growth of the city made them marginal.
These fields, portrayed under the light of an early July sunset, are a short walk from the tramway, between the shopping mall of Ponte a Greve and the new Saint John of God Hospital.

08 settembre 2011

Serenità lungo il Mugnone - Serenity along the river Mugnone


È naturale cercare l'ombra nei pomeriggi afosi come quelli che hanno oppresso la città nelle scorse settimane: per questo invece di indirizzarmi verso il centro ho preferito camminare lungo i viali che costeggiano il Mugnone, ombreggiati da file di platani che, per la stagione avanzata, già cominciano a perdere le foglie.
Anche questa è una zona della città edificata fra l'Otto e il Novecento, dove i palazzi hanno forme e proporzioni altisonanti, ma raramente riescono a nascondere la loro natura di discendenti un po' impoveriti e privi di nobiltà dei magnifici palazzi del centro storico. 
Tuttavia negli androni appaiono targhe in ottone che vietano l'ingresso alle biciclette o negano la possibilità di recapitare avvisi pubblicitari; se si vede apparire qualcuno alla finestra si tratta di una donna di servizio intenta a pulire i vetri; se si incontrano cani a passeggio sono tenuti al guinzaglio da domestici dall'aria annoiata: molti dettagli rivelano che gli abitanti di questa zona hanno buone possibilità economiche e un'alta considerazione di se stessi.
Per questo, quando ho visto questo villino così chiaro e luminoso, addirittura con i fiori alle finestre, l'ho scelto per il mio acquerello come avrei scelto un volto sorridente in mezzo a troppe facce seriose.

It's only natural to look for shadow in sultry afternoons like the ones that have oppressed the city in the last weeks: that's why instead of going towards the city centre I preferred walking along the boulevards that follow the river Mugnone, overshadowed by rows of London planes which, due to the late season, have already started to lose their leaves.
Also this area of the city is among the ones built between the Nineteenth and the Twentieth century, where buildings are bombastic and massive, but can hardly hide their nature of impoverished, not noble descendants of the magnificent palaces of the city centre.
Anyway, in the halls one can see brass plaques refusing the admittance of bycicles or stopping from delivering ads; if someone appears at a window, it's a house servant busy cleaning the glass; if one meets walking dogs, they are kept on a leash by serving men seemingly bored: many details reveal that the inhabitants of this area have a good income and a high regard for themselves.
For this reason, as soon as I saw this small building, so clear and bright, even with flowers at the windows, I chose it for my watercolour as I would have chosen a smiling face among too many serious faces .

25 agosto 2011

Viaggio in Dalmazia - Trip to Dalmatia (3)

Dubrovnik
La chiesa di San Biagio
The church of Saint Blaise

Dubrovnik
La chiesa di San Salvatore
The Saint Saviour Church

Dubrovnik
Le mura e porta Pile
The walls and the Gate of Pila


Nel nostro giro non poteva mancare una visita a Dubrovnik, antica città di origine romana, sottomessa a Venezia dal 1204, quindi repubblica indipendente dalla metà del XIV secolo, un tempo ricchissima grazie alle attività commerciali favorite dalla sua posizione nel Mediterraneo, finché un terribile terremoto nel 1667 segnò il suo declino.
La città attuale è il risultato della ricostruzione operata in epoca barocca all'indomani del terremoto, e nonostante le distruzioni subite durante l'assedio del 1991-92, ha mantenuto la sua straordinaria eleganza in cui convivono gotico veneziano, rinascimento fiorentino, testimonianze barocche e resti medievali, in un insieme raffinato e splendente grazie alla chiara pietra calcarea utilizzata come materiale da costruzione oltre che per le eleganti pavimentazioni delle strade, oggi lucide per l'usura.
Solo il primo di questi tre schizzi è stato realizzato direttamente sul posto; non ho potuto fare di meglio a causa del caldo, della luce quasi insostenibile, delle folle di turisti in ogni dove, soprattutto comitive di gite organizzate, che giungono qui in pullman o a bordo di gigantesche navi da crociera.


In our tour, we couldn't miss visiting Dubrovnik, ancient city of Roman origin, subject to Venice from 1204, then independent republic from the middle of the Fourteenth Century, once very wealthy thanks to the trade business favoured by its position in the Mediterranean, until a terrible earthquake in 1667 marked its decline.
The city of today is the result of the reconstruction made in the baroque period after the earthquake, and despite the destruction due to the siege of 1991-92, it has maintained its extraordinary elegance where Venetian gothic, Florentine renaissance, baroque evidences and Middle Ages remains live together in a refined whole, shining for the clear calcareous stone used as building material and also for the elegant paving of the the streets, now bright for the usage.
Only the first of these sketches was made directly on location; I couldn't do better because of the heat, the almost unsustainable light, the crowds of tourists everywhere, especially organized groups that come here by coach or on board of huge cruise ships.

22 agosto 2011

Viaggio in Dalmazia - Trip to Dalmatia (2)

La collina a est di Pupnatska Luka
The hill east of Pupnatska Luka

Le isole a sud di Korčula viste da Pupnatska Luka
The islands south of Korčula seen from Pupnatska Luka

Una giovane mamma gioca con la sabbia sulla spiaggia
A young mother plays with sand on the beach


La Dalmazia con le sue isole è nota per le sue acque pulite e trasparenti, mentre non è affatto facile trovare spiagge ampie e comode, trattandosi di una costa frastagliata e rocciosa, spesso resa accessibile ai bagnanti da deludenti banchine in cemento.
Korčula invece esistono belle spiagge di ciottoli, come quella di Pupnatska Luka, dove abbiamo passato una piacevole, riposante giornata circondate dal verde intenso delle colline ricoperte di pini e dai colori cangianti del mare e delle isole intorno.

Dalmatia with its islands is known for its clean, transparent waters, while it isn't easy at all to find wide, comfortable beaches, since the coast is rocky and jagged, often made accessible to bathers through disappointing concrete docks.
In Korčula instead there are beautiful pebble beaches, like the one of Pupnatska Luka, where we spent a pleasant, relaxing day surrounded by the intense green of the hills covered with pines and by the changing colours of the sea and the islands all around.

20 agosto 2011

Viaggio in Dalmazia - Trip to Dalmatia (1)

Nel porto di Ancona prima della partenza
In Ancona harbour before departure

Ancona - Il porto e la città visti dalla nave
Ancona - The harbour and the city seen from the ship

Sulla nave da Spalato a Korčula
On the boat from Split to 
Korčula


Sono riuscita a tenere un piccolo taccuino durante il viaggio in Dalmazia che ho fatto questa estate insieme a due amiche; non sempre a causa della fretta, della folla o delle circostanze mi è stato possibile ritrarre dal vero gli scorci e i panorami migliori, ma è stato divertente fermare con schizzi veloci i colori e le emozioni di alcuni momenti che sarà bello ricordare.
Questi sono gli schizzi fatti con le matite acquerellabili durante il tragitto in nave, prima dal porto di Ancona a Spalato, poi da Spalato all'incantevole isola di Korčula.
Durante il viaggio, si continua attraverso le letture e i discorsi a fantasticare su quello che ci aspetta, costruendo nella nostra mente una Dalmazia immaginaria, mentre quella reale inizia a manifestarsi intorno a noi attraverso il blu del Mare Adriatico e la magnifica luce di belle giornate di inizio agosto.


I have managed to keep a small sketchbook during the trip to Dalmatia that I've made this summer together with two friends of mine; because of haste, crowds or other circumstances I couldn't always portray on location the best views and landscapes, but it has been a fun fixing on quick sketches the colours and feelings of some moments that I will like to remember.
These are the sketches made with water-soluble pencils during the journey on the ship, at first from the harbour of Ancona to Split, and then from Split to the enchanting island of Korčula.
During the journey, reading books and talking, we keep on dreaming on what is ahead for us, building in our minds an imaginary Dalmatia, while the real one begins to show itself through the blue of the Adriatic Sea and the magnificent light of sunny days of early August.

21 luglio 2011

Gli alberi danzanti - The dancing trees


Passando da questa piazza alcune settimane fa, ebbi la piacevole sorpresa di trovarla invasa da ragazzini che giocavano a pallone, creando un'animazione rumorosa che non mi aspettavo in questa parte di città posta fra la ferrovia e i viali, una sorta di isola indisturbata in mezzo alle correnti, fatta di spazi tranquilli, villini eclettici, caseggiati di inizio Novecento.
Quando ci sono tornata per realizzare questo acquerello, nell'ora più calda di un giorno di piena estate, ho trovato un'atmosfera molto diversa: la piazza era semideserta, le panchine vuote, nessuna voce risuonava nell'aria.
Solo gli esili pini del giardino centrale sembravano dotati di vita; osservandone i tronchi obliqui e le chiome che sfidavano il sole rovente per offrire alla piazza qualche angolo d'ombra, ho avuto la sensazione che le loro pose instabili, pur bloccate nell'immobilità estrema, stessero formando i passi di una danza.

Walking through this square a few weeks ago, I had the pleasant surprise of finding it invaded by boys playing soccer, producing a noisy liveliness that I wasn't expecting in this part of the city placed between the railway and the boulevards, a sort of island amid the streams, made of quiet spaces, eclectic houses, early Nineteenth century blocks.
When I came back there in order to make this watercolour, in the hottest hour of a midsummer day, I found a very different atmosphere: the square was half deserted, the benches empty, no voice was echoing in the air.
Only the thin pines of the central garden seemed alive; looking at their oblique trunks and at their foliage challenging the hot sun to offer the square some spot of shade, I had a feeling that their unstable poses, although blocked in extreme immobility, were forming the steps of a dance.

04 luglio 2011

Finestre su Via de' Conti - Windows on Via de' Conti


In questi giorni di caldo intenso, se decido di muovermi in città nelle ore centrali del giorno, scelgo volentieri di percorrere le vie più strette, quelle che se favorite dal giusto orientamento possono offrire ombra e una piacevole frescura; e poco importa se non vi si incontrano negozi e vetrine accattivanti: si può sempre alzare lo sguardo verso l'alto, e incuriosirsi osservando le finestre che ora mostrano, ora nascondono dettagli di attività e di vite sconosciute.
In questa via a metà strada fra il Duomo e la chiesa di Santa Maria Novella, non ho resistito al silenzioso richiamo di queste finestre con le persiane spalancate nell'ombra, sotto alle quali ho avuto quasi la sensazione di aver varcato, indiscreta, i confini di uno spazio privato.


In these days of intense heat, if I decide to walk through the city in the central hours of the day, I'm glad to choose the narrowest streets, the ones that can offer shadow and pleasant freshness if they are favoured by the right orientation; and it doesn't matter if one doesn't meet catchy shops and shop windows there: one can always look up and be intrigued observing the windows that now show, now hide details of unknown lives and activities.
In this street situated halfway between the Duomo and the church of Santa Maria Novella, I couldn't resist the silent call of these windows with their shutters wide open in the shadow, under which I almost felt as if I had crossed, indiscreet, the borders of a private space.

24 giugno 2011

La piazza silenziosa - The silent square


E' raro ormai che io passi da qui, che riveda questi grandi alberi e questi edifici dimessi, anche se questa piazza si trova a pochi passi dal Duomo, in una zona che frequento abbastanza spesso.
Eppure per alcuni anni questa piazza è stata il centro di ogni mia attività: qui c'erano molte aule della Facoltà di Architettura dove ho studiato, seguito corsi, sostenuto esami; qui ho conosciuto molte persone e ho stretto amicizie che sono ancora vive e importanti.
E tuttavia, non torno qui volentieri: la sede di Architettura si è spostata altrove, lasciando spazio alla Facoltà di Lettere e Filosofia, poco tempo fa è sorta una sgradevole cancellata per tenere lontani nelle ore notturne i numerosi sbandati che frequentano la zona, e il piccolo bar sull'angolo che ero solita frequentare ha chiuso.
Nell'insieme, c'è troppo poca animazione, troppo silenzio, anche se ancora si vedono passare piccoli gruppi di studenti, e le numerose auto in sosta rivelano che qui vivono o lavorano molte persone.
Stando su una panchina che prima non c'era, ho eseguito rapidamente questo disegno, mentre nella mente mi riapparivano, come lampi, immagini di situazioni e persone alle quali per anni non mi era più capitato di ripensare.
E mentre dipingevo con le matite acquerellabili, il pennarello marrone che avevo usato per il disegno ha preso a contatto con l'acqua un inatteso colore rosso, come se gli anni trascorsi dai ricordi di questa piazza avessero trasferito anche sul mio foglio una calda patina di ruggine.


I rarely pass through this place and see these large trees and these humble buildings, although this square is a few steps away from the Duomo, in an area where I go quite often.
And yet for several years this square has been the centre of all my activities: here there were many lecture rooms of the Faculty of Architecture where I've studied, attended courses, taken exams; here I've met many people and formed friendships that are still lasting and important.
Nevertheless, I don't like coming back here: the base of Architecture has moved to another place, leaving room to the Faculty of Literature and Philosophy, a short time ago an unpleasant railing was made in order to keep out at night the many drifters who hang around here, and the small bar on the corner where I used to go has closed.
On the whole, there is too little liveliness, too much silence, although small groups of students passing by can still be seen, and the numerous parked cars reveal that many people still live or have their jobs here.
Sitting on a bench that once was not here, I quickly made this drawing, while in my mind images of situations and people I hadn't been thinking of for years appeared again like flashes.
And while I was painting with water-soluble pencils, the brown ink liner that I had used for the drawing, coming in contact with water, became unexpectedly red, as if the years that had passed from the memories of this square had transferred also on my sheet a warm coating of rust.

20 giugno 2011

Il palazzo e la magnolia - The palace and the magnolia


Ogni volta che dall'imponente viale Lavagnini svolto in una delle strade secondarie che vanno in direzione del centro storico, ho la sensazione di entrare in un mondo a parte. Non appena il viale è alle mie spalle all'improvviso cala il silenzio, mentre mi trovo circondata da palazzi che con i loro portoni serrati e le loro finestre inanimate hanno l'aria di custodire segreti inaccessibili.
I rari passanti sembrano percepire questo senso di riservatezza, e conversando fra di loro o con interlocutori invisibili attraverso il telefono, rivelano a voce alta i dispiaceri e le angosce che li affliggono, quasi fossero in un confessionale, costringendomi a fingere di non sentire.
È in questa atmosfera intima e quasi sospesa dalla realtà che mi sono soffermata per realizzare questo acquerello, lasciandomi attrarre dal verde spettacolo di una magnolia posta all'interno di un minuscolo giardino.


Every time I turn from the large Viale Lavagnini to one of the secondary streets that lead to the historical city centre, I have the sensation of entering a world apart. As soon as the boulevard is behind my back, suddenly silence falls, while I find myself  surrounded by buildings that with their locked front doors and their lifeless windows look like keeping unapproachable secrets.
The rare passers-by seem to be aware of this sense of privateness, and talking to each other or to invisible interlocutors through the telephone, reveal aloud the sorrows and worries that torment them, as if they were inside a booth for confession, forcing me to pretend I'm not hearing.
It's in this intimate and almost suspended mood that I stopped to make this watercolour, letting myself be attracted by the green show of a magnolia placed inside a tiny garden.

28 maggio 2011

Mama Bar


Non sono fra i frequentatori abituali di questo bar; credo anzi di esserci entrata solo una volta per un caffè, ma mi capita molto spesso di passare da questo incrocio. Da qui si entra nel quartiere di San Lorenzo con il suo coloratissimo mercato e le sue viuzze talvolta silenziose e nascoste, quasi sconosciute, talvolta piene di attività e di animazione.
Da questa palazzina dai colori decisi e dalle forme vagamente eclettiche prende inizio una delle vie più internazionali e multietniche della città: via Panicale, con le sue rosticcerie turche e indiane, gli internet point e altri negozi gestiti da stranieri che sempre mi provocano un senso di spaesamento niente affatto spiacevole quando passo da qui. Anche i passanti sono in prevalenza nordafricani o asiatici.
A pochi metri di distanza c'è il convento abbandonato di Sant'Orsola, enorme rudere vuoto che con la sua presenza ha reso marginali, e tutto sommato anche un po' speciali, queste vie.


I am not a regular customer of this bar; on the contrary I think I've entered it just once in my life for a cup of coffee, but I often happen to walk past this crossing. From here one enters the area of San Lorenzo with its colourful market and its narrow streets, sometimes silent and hidden, sometimes full of activities and life.
From this small building with bold colours and eclectic forms, one of the most international and multi-ethnic streets of the city starts: via Panicale, with its Turkish and Indian rotisseries, the internet points and the other shops kept by foreigners, which always make me feel lost, in a quite pleasant way, whenever I pass here. Also the people walking by are mostly North Africans or Asians.
A few meters from here, there's the abandoned convent of Sant'Orsola, huge empty ruin whose presence has made these streets marginal, and all things considered, also a bit special.

16 maggio 2011

Primavera sul viale - Spring in the boulevard


Maggio è il mese in cui Firenze è più bella, e non solo; è anche più vivace, basta pensare ai numerosi eventi che prendono vita in questo periodo, come il "Maggio Musicale Fiorentino", dedicato alla musica lirica, ai concerti, ai balletti, il festival "Fabbrica Europa" dedicato all'arte contemporanea, la popolare Mostra Internazionale dell'Artigianato, e molto altro ancora.
Perfino i viali di circonvallazione cambiano volto in questo periodo dell'anno, e se si sceglie il giusto punto di vista, ci si può ritrovare immersi nel verde fresco e intenso di siepi ed alberi, al punto che a tratti diventa difficile distinguere le sagome dei palazzi circostanti.
In questo tratto del viale Lavagnini, costeggiato da modeste ma caratteristiche case d'abitazione novecentesche, guardando in alto mentre mi trovavo lungo la pista ciclabile, per qualche istante ho fantasticato di essere in un luogo immaginario, pieno di luce e rigoglioso come un bel giardino, forse simile alla Firenze del passato che ho conosciuto soprattutto attraverso i racconti pieni di nostalgia dei miei nonni.


May is the month when Florence is more beautiful, and not only; it's also more lively, one just has to think of the numerous events that come to life in this period, like the "Maggio Musicale Fiorentino", dedicated to opera, concerts, ballets, the "Fabbrica Europa" festival, dedicated to contemporary art, the popular International Exhibition of Craftmanship, and many more.
Even the viali di circonvallazione (ringroads) change their look in this period of the year, and if you choose the right point of view, you can find yourself plunged into the fresh, intense green of hedges and trees, to such a degree that sometimes it becomes difficult to make the outlines of the surrounding buildings out.
In this part of the viale Lavagnini, bordered by humble but typical apartment blocks of the Nineteenth Century, looking up while I was near the bycicle lane, for a few seconds I dreamt to be in some imaginary place, full of light and flourishing like a beautiful garden, maybe resembling Florence of the past, which I've known mostly through my grandparents' nostalgic tales.

06 maggio 2011

Il Mugnone - The Mugnone

Oltre al fiume Arno, che attraversa la città e fa da sfondo ai suoi bellissimi ponti, vi sono altri piccoli fiumi la cui presenza è più discreta e a tratti nascosta, scorrendo talvolta sotto terra per gran parte del loro percorso.
Fra questi vi è il Mugnone, che nasce nelle colline a nord di Firenze e si getta in Arno a valle del grande parco delle Cascine, portando in mezzo all'asfalto e al rumore delle strade più trafficate il verde delle sue sponde e la quiete degli animali che vivono lungo il suo corso, soprattutto uccelli acquatici: garzette, gallinelle d'acqua, qualche germano reale.
Ho realizzato questo piccolo acquerello da uno dei ponti che lo attraversano, ed è stato piacevole sostare osservando le sue acque quasi ferme, mentre alle mie spalle procedeva il consueto via vai di automobili e motorini.


Besides the river Arno, which passes through the city and makes the background of its beautiful bridges, there are other small rivers whose presence is more discreet and hidden in intervals, as they sometimes flow under ground for a large part of their course.
Among these there is the Mugnone, which springs from the hills north of Florence and flows into the Arno downstream of the great park of le Cascine, bringing amid the asphalt and the noise of the most busy streets the green of its banks and the calm of the animals living along its course, mostly water birds: little egrets, common moorhens, some mallard.
I made this small watercolour from one of the bridges that cross it, and it was pleasant to stay looking at its almost still waters while in my back the usual coming and going of cars and scooters continued.

28 aprile 2011

Il cielo sopra il Duomo - The sky over the Duomo



Sono entrata nel Duomo di Firenze pochissime volte, e molto di rado negli ultimi anni, da quando l'ingresso è a pagamento (e spesso richiede lunghe attese in fila alla biglietteria) a meno che non si entri per le funzioni religiose, senza la possibilità di esplorare camminando l'interno della chiesa. 
Invece mi succede molto spesso di passare davanti, dietro e intorno a questa imponente costruzione, e di ammirare non solo l'esterno della cattedrale, in gran parte completato nell'Ottocento, ma anche la piacevole, imprevedibile varietà dei palazzi circostanti.
Così, quando qualche giorno fa ho deciso di confondermi fra la folla dei turisti in visita alla città sedendomi su una panchina lungo il lato nord del Duomo per mettermi a disegnare, ho rivolto volentieri lo sguardo a uno di questi anonimi palazzi, lasciando entrare solo in parte nel mio disegno una delle tre tribune che circondano la grande Cupola.
Al di sopra di tutto questo, il magnifico cielo di Firenze in una bella giornata di primavera.


I've entered the Duomo of Florence a few times, and quite rarely in the latest years, since when there is an entry fee (and often one has to stand in a long queue at the ticket office), unless one enters just for the Mass, without the possibility to walk around and explore the interior of the church.
On the other hand, I often happen to walk in front of or behind or around this imposing building, and to admire not only the outside of the cathedral, mostly completed in the Nineteenth Century, but also the pleasant, unpredictable variety of the surrounding palaces.
So, when a few days ago I decided to lose myself in the crowd of tourists visiting the city, sitting on a bench along the northern side of the Duomo to start drawing, I was glad to look at one of these anonymous buildings, letting only partially in my drawing one of the apses that surround the great Dome.
Over all of this, the magnificent sky of Florence on a beautiful day of spring.

17 aprile 2011

31° Sketchcrawl in piazza Santa Maria Novella



Per questo 31° Sketchcrawl ci siamo dati appuntamento in piazza Santa Maria Novella, una delle piazze più belle di Firenze. Qui sono molti gli spunti per dei disegni interessanti, ma il primo elemento che attrae l'attenzione è la bellissima facciata della chiesa, rivestita di marmi policromi, splendente alla luce del giorno come un raffinato gioiello. Impossibile perciò sottrarsi al fascino di questa mirabile architettura, disegnata da Leon Battista Alberti e realizzata fra il 1448 e il 1478 a completamento della chiesa, iniziata alla fine del Duecento. Ho deciso però di non concentrarmi solo su questa, ma di dare spazio anche al contorno, raffigurando gli archi acuti degli avelli, ovvero le nicchie destinate un tempo ad accogliere le sepolture delle maggiori famiglie fiorentine, i cipressi del piccolo cimitero che affianca la chiesa, alcune delle case che affacciano sulla piazza, uno dei due obelischi cinquecenteschi in marmo.
E tuttavia intorno a me c'erano ancora molte altre cose da disegnare, dall'antico Spedale di San Paolo, di fronte alla chiesa, al colorato mercatino di prodotti tipici che ieri ravvivava la piazza: per questo sono tornata a casa a malincuore, con il desiderio di tornare qui prima possibile.


For this 31st Sketchcrawl we made an appointment in Piazza Santa Maria Novella, one of the most beautiful squares in Florence. Here there are many inspiring subjects for interesting drawings, but the first thing that draws the attention is the wonderful façade of the church, covered with polychrome marbles, shining in the daylight like a refined jewel. So it's impossible not to come under the spell of this marvellous architecture, designed by Leon Battista Alberti and built between 1448 and 1478 to complete the church, started at the beginning of the Thirteenth Century. Anyway I decided not to focus just on it, but to leave room also to what surrounds it, portraying the pointed arches of the avelli, that is the niches destined for the tombs of the greatest Florentine families, the cypresses of the small graveyard on one side of the church, some of the houses facing the square, one of the two Sixteenth Century marble obelisks.
Nevertheless, around me there were still many things to draw, from the ancient Spedale di San Paolo to the colourful market of typical foods that yesterday livened the square: for this reason, I came back home reluctantly, with the desire of coming here again as soon as I can.

11 aprile 2011

Salendo a Bellosguardo - Walking up to Bellosguardo



È una gioia, soprattutto a primavera, potersi concedere una passeggiata lungo le vie che percorrono le colline intorno a Firenze. Così facendo si possono ammirare gli esterni di ville eleganti e ricche di storia, scorci di raffinati giardini, ma anche campi coltivati e residenze originariamente modeste oggi diventate pregiate per l'invidiabile posizione fra il verde e la vicinissima città.

Via di San Carlo è una di queste, e conduce a uno dei migliori punti panoramici sulla città, che non per niente ha il nome di Bellosguardo.
Per quasi tutta la sua lunghezza, la via è costeggiata da antichi muri in pietra che nascondono ai passanti le proprietà circostanti, ma non appena questi si fanno un po' più bassi, la vista si apre su paesaggi bellissimi. A un certo punto la via forma un piccolo slargo, dominato dalla presenza di una minuscola cappella a pianta ottagonale, ed è qui che mi sono fermata durante la mia passeggiata per realizzare questo disegno, che ho poi dipinto con le matite acquarellabili. 

It's a delight, especially in spring, to allow oneself a walk along the streets that pass through the hills around Florence. Doing this, one can admire the outside of elegant villas full of history, views of fine gardens, but also cultivated fields and houses originally humble now become valuable for the enviable position between the green and the very close town.
Via di San Carlo is one of these streets, and it leads to one of the best panoramic viewpoints of the city, not for nothing named Bellosguardo ("Beautiful view").
For almost all its length the street is bordered by ancient stone walls keeping the surrounding properties from the passers-by, but when they get a little lower, the  view opens on wonderful landscapes. At a certain point,  the street forms a small widening, dominated by the presence of a tiny chapel with an octagonal plan, and here I stopped during my walk to make this drawing, that I then painted with water-soluble pencils.

19 marzo 2011

Buon compleanno, Italia! - Happy birthday, Italy!


In questi giorni le vie di Firenze hanno un aspetto diverso, più gioioso e colorato grazie alle bandiere italiane con le quali i fiorentini hanno salutato il 17 marzo, 150° anniversario dell'Unità d'Italia.
In questo schizzo veloce, che poi ho dipinto con le matite acquarellabili, ho ritratto via della Condotta, vicinissima a Palazzo Vecchio, nel cuore più antico della città, nel pomeriggio di martedì, il giorno prima della grande festa di piazza che ha portato decine di migliaia di persone per le strade del centro, in un clima allegro di festa e anche di stupore per l'insolita visione di alcuni dei monumenti più noti della città illuminati con il tricolore.


In these days the streets of Florence have a different look, more joyful and colourful thanks to the Italian flags set by Florentines to hail the 150th Anniversary of the Unification of Italy, on March, 17th.
In this quick sketch, that I later painted with water-soluble pencils, I portrayed via della Condotta, very near Palazzo Vecchio, inside the most ancient heart of the city, in the afternoon of last Tuesday, the day before the great square festival that brought many thousands of people into the streets of the city centre, in a cheerful atmosphere and also with amazement for the unusual vision of some of the best known monuments of the city enlightened with the three colours of the flag.

12 marzo 2011

Via Taddea


Nelle ultime settimane ho avuto pochissimo tempo da dedicare al disegno, ma sono riuscita a terminare questo piccolo acquerello dedicato a una via oscura e, a dire il vero, poco frequentata del quartiere di San Lorenzo a Firenze.
Io stessa devo ammettere di essere passata di qui forse per la prima volta non più di un mese fa, attratta dalla nuova pavimentazione in pietra da poco completata, ed è stata una piccola scoperta: in mezzo a una fila delle tipiche case a schiera fiorentine c'è una minuscola libreria che vende libri usati, di cui ignoravo l'esistenza, e una lapide al n. 21 segnala la casa in cui nel 1826 nacque Collodi, indimenticabile autore del libro Le avventure di Pinocchio.
Unico neo, l'incombente presenza del complesso di Sant'Orsola (sulla sinistra nel disegno), ex convento risalente al XIV secolo, poi manifattura tabacchi, oggi in stato di desolante abbandono, rivestito da uno strato di cemento e ingabbiato da travi di ferro, enorme scatola vuota e silenziosa che diffonde il suo grigiore su tutte le vie circostanti.

In the last few weeks I had very little time for drawing, but I managed to complete this little watercolour dedicated to a dark and, actually, quite unfrequented street of the area of San Lorenzo in Firenze.
I must confess that I've gone through this street maybe for the first time less than one month ago, attracted by the new stone paving recently completed, and it was a little discovery: in the middle of a series of typical Florentine row houses I found a tiny library selling second hand books, which I didn't know, and a plaque at no. 21 marking the house where Collodi - the unforgettable author of the book The adventures of Pinocchio- was born in 1826.
The only flaw is the looming presence of the complex of Saint Orsola (on the left in the drawing), ex convent dating back to the XIV Century, then a tobacco factory, now upsettingly neglected, coated with concrete and framed by steel beams, huge box empty and silent that spreads its greyness over all the surrounding streets.

17 febbraio 2011

Il gigante di Bucarest - The giant of Bucharest


Sorvolando "virtualmente" la città di Bucarest, in Romania, città che non ho finora mai visitato e di cui, lo confesso, non conosco affatto l'architettura, mi sono incuriosita scorgendo la sagoma di un gigantesco edificio nel centro cittadino.
Ho scoperto così il Palazzo del Parlamento di Bucarest, chiamato anche Casa del Popolo (Casa Poporului), impressionante testimonianza del periodo comunista che sorprende per le dimensioni esagerate, la simmetria esasperata, l'anacronistica rigidità.
Facendo alcune ricerche ho infatti imparato che il Palazzo, iniziato nel 1984 con la destinazione di quartier generale delle maggiori istituzioni dello Stato, fu voluto dal dittatore Ceauşescu che per costruirlo fece radere al suolo una vasta parte della città. E' uno degli edifici più grandi del mondo, con saloni e gallerie di dimensioni leggendarie, per un totale di 3100 stanze.
Mi sono chiesta perché ho scelto questo edificio così desolatamente privo di bellezza e di armonia come soggetto di un acquerello, e credo che la risposta sia nel fatto che le manie di grandezza di un regime totalitario che ha perso ogni senso della misura si materializzano nel Palazzo in modo sinistro, inquietante.
D'altra parte, il rapporto dissonante fra l'imponenza del Palazzo e la povertà formale del giardino antistante tradiscono l'inadeguatezza del disegno complessivo.
L'acquerello fa parte del progetto The Virtual Paintout, consiglio a chi non ne ha mai sentito parlare di andarlo a scoprire sul blog gestito dal pittore americano Bill Guffey.


Flying "virtually" over Bucharest, in Romania, a city that I've never visited and of which, I confess, I don't know anything at all regarding architecture, I got curious catching sight of the outline of a gigantic building in the city centre.
So I discovered the Palace of the Parliament, also called The People's House (Casa Poporului), impressing evidence of the Communist period which surprises for its excessive size, extreme symmetry, anachronistic severity.
Doing some research I learnt in fact that the Palace, begun in 1984 as general headquarters of the major institutions of the State, was commissioned by the dictator Ceauşescu who got a large part of the city demolished in order to accomplish it. It's one of the largest buildings in the world, with halls and arcades of legendary width, for a total of 3100 rooms.
I've asked myself why I chose this building, so upsettingly ugly and with no harmony, as a subject for a watercolour, and I think the answer is in the fact that in the Palace the delusions of grandeur of a totalitarian regime get materialized in an unsettling, gloomy way.
On the other hand, the discordant relationship between the majesty of the Palace and the poor form of the opposite garden reveals the inadequacy of the overall scheme.
The watercolour is part of The Virtual Paintout project, I advise those who have  never heard of it to discover it on the blog hosted by the American painter Bill Guffey.