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10 marzo 2013

Una domenica speciale - A special Sunday


Domenica scorsa mi ero svegliata con l'idea di passare il pomeriggio disegnando, non sapevo ancora dove e con quale soggetto, ma certamente non potevo prevedere che nel giro di poche ore, dopo un breve e inaspettato scambio di messaggi, mi sarei ritrovata nel centro di Firenze, nel pieno di una giornata luminosissima e calda, a passeggiare e disegnare in compagnia del magnifico disegnatore portoghese Luís Simões.
Per me è stato un incontro emozionante: mi sono sentita onorata di poter mostrare alcuni degli angoli più interessanti della mia città a un viaggiatore che ci arrivava per la prima volta, e al contempo mi sono appassionata ad ascoltare il racconto del suo viaggio che, iniziato più di un anno fa, durerà per altri quattro anni e lo porterà a disegnare in tutte le parti del mondo.
Questa è la pagina web dedicata al suo progetto.
Il luogo che abbiamo scelto per fermarci a disegnare insieme è stato Piazza della Signoria, dove mi sono dedicata a ritrarre un dettaglio di un prospetto laterale di Palazzo Vecchio, ricco di variazioni e irregolarità interessanti, nel quale spiccano le tre grandi finestre del Salone dei Cinquecento.
È stato tutto così veloce e così intenso che mi è sembrato irreale; e l'incontro quasi surreale fra il mio mondo fatto di obblighi e di orari da rispettare e la meravigliosa e un po' randagia libertà di Luís mi ha trasmesso un sentimento di destabilizzante vertigine di cui sento ancora l'eco, da qualche parte dentro di me.
Grazie, Luís, arrivederci.
(penna a inchiostro indelebile e pastelli a cera acquarellabili su carta Fabriano Acquarello Artistico 12,5x18 cm).

Last sunday I woke up with the idea of passing the afternoon sketching - I didn't know where and what was going to be my subject, but certainly I couldn't imagine that in a few hours, after a brief and unexpected exchange of messages, I was going to be in the centre of Florence, in the middle of a hot and sunny day, walking and sketching together with the extraordinary Portoguese sketcher Luís Simões.
It has been an exciting encounter for me: I felt honoured by the possibility to show a few of the most interesting corners of my hometown to a traveller who was getting there for the first time, and at the same time I listened with passion to the tales of his journey that started more than one year ago and is going to bring him to sketch in every part of the world.
This is the web site dedicated to his project.
The place that we chose to stop and sketch together was Piazza della Signoria, where I dedicated my time to portray a detail of a side façade of Palazzo Vecchio, full of interesting variations and irregularities, where the three large windows of the Salone dei Cinquecento stand out.
Everything was so fast and intense that it seemed unreal to me; and the almost surreal encounter between my world made of duties and schedules and the wonderful and somehow stray freedom of Luís gave me a feeling of destabilizing dizziness of which I can still feel the echo, somewhere inside of me.
Thank you, Luís, arrivederci.
(waterproof ink liner and water-soluble wax pastels on Fabriano Acquarello Artistico paper 5"x7").

01 maggio 2012

Palazzo Uguccioni in Piazza della Signoria




La parola "Rinascimento", applicata come un'etichetta alle architetture che hanno reso famosa Firenze, si può accostare a oggetti così diversi per spirito, aspetto e momento storico in cui sono nati, da far pensare che si tratti di un termine in molti casi troppo generico, inadatto a descrivere la realtà.
Il palazzo Uguccioni di piazza della Signoria, ad esempio, rappresenta l'anima più classicistica della Firenze rinascimentale, direttamente collegata alle esperienze romane di Bramante e Raffaello e alla loro raffinatissima riproposizione dei canoni dell'architettura di Vitruvio.
Siamo quindi assai lontani tanto dal vecchio gusto tradizionalistico, ancora medievale, mai abbandonato dai magnati della città, quanto dalle forme spoglie e sobrie dell'architettura cosiddetta "piagnona", che dal 1494 divenne predominante in città per quasi un ventennio, espressione della Repubblica di Savonarola.
Il palazzo, realizzato da Mariotto di Zanobi Folfi detto "l’Ammogliato", risale al 1549, appartiene perciò al clima ancora pieno di incertezze dei primi anni del dominio di Cosimo de' Medici, non ancora granduca.
Oggi il palazzo appare come una sontuosa scenografia nella piazza dominata dall'imponente Palazzo Vecchio, e al piano terra ospita un bar ristorante i cui tavoli occupano parte della piazza. L'ho ritratto approfittando di un pugno di minuti rubati a un paio di sfolgoranti pomeriggi di sole, ascoltando il rumoroso brusio delle centinaia di persone intorno a me e, a tratti, la musica di un intrattenitore che eseguiva "Strangers in the Night" davanti ai clienti di un bar.
Trovate miei precedenti post su Savonarola qui e su Palazzo Vecchio qui.
(acquerello su carta Fabriano 12,5x18 cm).

The word "Renaissance", applied as a tag to the pieces of architecture that have made Florence famous in the world, can match many objects that are so different for  spirit, appearance and historical period in which they were born, to let think it's an extremely general term, incapable of describing reality.
Palazzo Uguccioni in Piazza della Signoria, for instance, represents the most classicistic side of Renaissance Florence, directly linked to the Roman experiences of Bramante and Raffaello and to their most refined proposal of the canon of architecture estabilished by Vitruvius. 
It's therefore very far both from the more traditional taste, still belonging to the Middle Ages, never given up by the magnates of the city, and from the sober, bare shapes of the so-called "piagnona" architecture (Piagnoni were Savonarola's devotees), which from 1494 became predominant in the city for almost two decades, expression of Savonarola's Republic.
The palace, built by Mariotto di Zanobi Folfi called "l’Ammogliato" ("the Married") dates back to 1549, so it belongs to the still uncertain climate of the first years of supremacy of Cosimo de’ Medici, not yet Grand Duke.
Today the palace appears as a sumptuous scene in the square dominated by the imposing Palazzo Vecchio, and at the ground floor it hosts a bar-restaurant whose tables occupy part of the square. I portrayed it using a handful of minutes stolen by a couple of afternoons shining with sun, hearing the noisy hum of the hundreds of people around me, and, at times, the music of an entertainer playing "Strangers in night" in front of the customers of a bar.
You can find my previous posts about Savonarola here and about Palazzo Vecchio here. 
(watercolour on Fabriano paper 5"x7")