Ho già parlato in passato del Battistero di Firenze, della sua apparenza enigmatica, della sua geometria ossessiva che sembra irradiarsi lungo linee invisibili sull'intera città.
La settimana scorsa ho saputo che in occasione della Biennale Internazionale dei beni culturali e Ambientali Florens 2012 una settantina di olivi secolari erano stati disposti in piazza San Giovanni, mettendo il Battistero al centro di un'installazione urbana.
Mi sono chiesta se gli olivi sarebbero riusciti a ingentilire la durezza di questo edificio sacro e tuttavia, come è stato scritto, "intellettualmente terribile".
Sono andata a verificare e, provando a ritrarre in un disegno l'insolito aspetto della piazza mi sono resa conto che continuavo a percepire il Battistero allo stesso modo di sempre, mentre gli olivi sembravano essere stati catturati dalla sua oscura potenza dominatrice, come vittime di un incantesimo.
Per vedere i miei due post precedenti sul Battistero, fate clic qui e qui.
(penna a inchiostro indelebile e matite acquarellabili su taccuino da viaggio Winsor and Newton 14,9x21 cm).
(penna a inchiostro indelebile e matite acquarellabili su taccuino da viaggio Winsor and Newton 14,9x21 cm).
In the past I have already spoken of the Baptistry of Florence, of its enigmatic look, of its obsessive geometry that seems to radiate along invisible lines all over the city.
Last week I heard that on the occasion of the International Biennial of Culture and Environment, Florens 2012, approximately seventy centuries-old olive trees had been arranged in Piazza San Giovanni, putting the Baptistry in the centre of an urban installation.
I asked myself if the olive trees would manage to soften the hardness of this building, sacred yet, as someone wrote, "intellectually terrible".
I went to verify and, trying to portray in a sketch the unusual look of the square I realized that I was still perceiving the Baptistry as ever before, while the olive trees seemed to be captured by its obscure dominant power, like victims of a spell.




